Il Sole, la divinita' principale della civilizzazione Inca, e' considerato come il sommo creatore di tutto cio' che esiste, e presiede i destini dell'uomo e dell'universo. Al Sole fu dedicata la festa piu'solenne che si realizzava a Cusco. Si doveva adorarlo e offrirgli sacrifici per evitare che durante il suo lungo cammino attraverso il cielo, abbandonasse la terra e i suoi figli, lasciandoli senza luce e calore.
Nacque cosi' l'Inti Raymi, la Festa del Sole. Dal Qorikancha (Tempio del Sole) fino l'Hauqaypata ( Piazza Maggiore o Plaza De Armas), durante ogni solstizio d'inverno, Cusco vibrava di sacralita'e l'Imperatore e la sua corte si preparavano con digiuni per rendere omaggio alla divinita'. L'Inca, sovrano dell'impero del Tawantinsuyo, presiedeva la festa centrale con il sacrificio di una alpaca e il “Willaq Uma” (sommo Sacerdote), dopo aver squarciato il corpo dell'animale, vedeva ed intuiva nelle sue viscere gli avvenimenti futuri. Migliaia di fedeli venuti dai quattro cantoni dell'impero (los 4 Suyos) con grandissimi fervore ed entusiasmo, accompagnavano con canti e danze cerimoniali e offrivano al dio Sole doni di alto valore simbolico. In particolar modo i sacerdoti e le sacerdotesse presentavano in dono il pane sacro (Sankhu) e la chicha (tradizionale birra di mais giallo) con la quale l'Imperatore Inca brindava in onore del Sole, invocando prosperita'e pace per il suo popolo.
Cronologia della festa dell'Inti Raymi
Dall'anno 1944 si stabili' il 24 di giugno come giorno di Cusco e si penso'di evocare l'Inti Raymi degli Incas come atto centrale dei festeggiamenti. Per ovvie ragioni oggi non e' possibile realizzare tale messa in scena nei luoghi di origine e nemmeno rispettare i tempi di durata come vuole la tradizione antica. Malgrado cio', ogni anno la realizzazione della cerimonia, per azione delle differenti generazioni di cuschegni che si incaricarono della evocazione, va aumentando la sua forza simbolica e il suo valore storico rappresentando un messaggio vivo di identita'e di integrazione nazionale. Gli scenari dove si sviluppa la cerimonia sono praticamente gli stessi degli ultimi dieci anni, cioe' il Qoricancha, la Plaza de Armas e la fortezza di Sacsayhuaman, la cui spianata si utilizza come scenario centrale per l'ingresso solenne delle delegazioni dei quattro Suyos dell'Impero.
Sviluppo della cronologia
Qorikancha (Tempio del Sole)
I “Chaskis” (messaggeri- corridori Incas) giungono alla spianata del Qorikancha e annunciano l'inizio dell'Inti Raymi. Immediatamente fanno la loro apparizione gli “Harawuis” (musici) per accompagnare la sfilata dell'Esercito e del Seguito Reale.
L'Inca, una volta collocatosi presso l'abside del Qorikancha, rende omaggio al dio Sole (Inti) con un inno e poi invita tutto il suo popolo a partecipare alla cerimonia. Subito dopo il canto, l'Inca procede a salutare la divinita' pronunciando un solenne messaggio e ordinando al popolo di osservare un atteggiamento di reverenza. Terminata la proclamazione, tutti i dignitari che rappresentano l'Impero fanno ritorno al Tempio del Sole, per poi dirigersi alla Piazza Maggiore.
Intipampa
Accompagnato dalla musica, l'Esercito imperiale e i menbri della corte marcano il passo posizionandosi presso l'Intipampa (Plazoleta de Santo Domingo), attendendo l'arrivo dell'Inca per dare poi inizio alla marcia alla volta del Huaqaypata (Plaza Mayor).
Huakaypata
Quattro chaskis posizionati nel centro della Piazza Maggiore, una volta giunti in modo ordinato l'esercito, i musici ed il seguito reale, annunciano arrivo dell'Inca e della sua Guardia Reale.
“Il Figlio del Sole”, nel cuore della citta', reclama una volta di piu' l'atteggiamento fevorevole degli “Apus” (gli dei delle montagne) con i quali spiritualmente di dirigera' verso Saqsayhuaman, principale centro di adorazione.
Saqsayhuaman: cerimonia centrale
I musici sanciscono l'inizio della cerimonia centrale dell'Inti Raymi ed i messaggeri attendono l'annuzio per partecipare con le loro delegazioni alle attivita'di adorazione. La grande spianata di Saqsayhuaman gia' e' occupata da molte ore da cittadini e militari provenieni dalle zone piu' remote dell'Impero. Una ad una arrivano le delegazioni “ de los quatro Suyos” che , dopo aver deposto i loro doni per il dio Sole, prendono posto. Preceduto da canti ed ovazioni fa il suo ingresso l'Inca, scendendo dalla zona superiore della fortezza.
Il rito del Sankhu (Pane Sacro)
I sacerdoti presentano alla divinita'alcune ceste ripiene di Sankhu, in forna di piccole pagnotte fatte a base di farina di mais. Il sommo sacerdote benedice il Sankhu imbevendolo con il sangue di una alpaca sacrificata, poi chiede all'Inca di servirsi una porzione dell'alimento sacro. Anche il Sommo Sacerdote si ciba del Sankhu e lo stesso fanno gli altri membri del seguito reale. In questo modo si interrompe il digiuno che tutti i partecipanti osservavano da tre giorni, come preparazione all'Inti Raymi.
La cerimonia della “chicha”
L'Inca prende nelle sue mani una coppa d'oro ricolma di chicha consacrata e la offre simbolicamente al dio Sole, come dimostrazione di amore filiale, e agli Apus; successivamente versa il contenuto sulla terra, la Pachamama (Madre Terra). Poi prende un'altra coppa, questa volta d'argento, e beve invitando il Sommo Sacerdote ed in suo seguito a fare lo stesso servendo altre coppe a tutti i membri delle delegazioni dei 4 Suyos perche' siano partecipi del rito.
Messaggio finale dell'Inca
L'Inca, pieno di esaltazione, proclama il suo messaggio finale, invocando i suoi sudditi affinche'sotto la protezione del Sole, continuino a praticare i valori ed i riti della tradizione religiosa.
Qòchurikuy.
Concluso il messaggio del Sovrano, inizia la festa: il luogo e' letteralmente inondato dalle musiche e dai canti di giubilo dei presenti; l'Inca scende verso la spianata e si sposta al centro per partecipare con il suo popolo ai festeggiamenti.