La Festa della Entrata
Gia' alcuni giorni prima arrivavano a Cusco la immagine della “Virgen Purificada”, procedente da Copacabana (Bolivia), la statua di “Santo Tomas” da Tucuman, la “Virgen de la Asuncion” da Quito, ed altre riproduzioni religiose portate dal Cile e dall'Ecuador.
Durante la vigilia, i discendenti degli Incas per ordine del re di Spagna formavano il “Cabildo de Indios”, 22 uomini in tutto, che si riunivano, come all'epoca del Tawantinsuyo, davanti la Cattedrale.
Allora iniziava la “Entradas de los Santos” con la processione delle immagini delle parrocchie della citta' seguite da quelle provenienti da fuori. Poi il frastuono delle campane e le esplosioni dei fuochi d'artificio assordavano l'udito dei presenti.
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La processione
Con tre giorni d'anticipo si costruivano imponenti altari, piu' alti delle casone del quartiere di Belen, nel centro della citta' si erigevano archi trionfali e castelli fatti con pali e con “carrizo”, una tipica vatieta' di bambu', letteralmente imbottiti di fuochi d'artificio che erano fatti scoppiare al passaggio della processione. Il Chiri Uchu
Questo ricchissimo piatto si prepara con la carne di cuy (porcellino d'India), gallina e maiale, con uova di pequerrey (pesce d'acqua dolce, tipico delle lagune andine, relativamente simile alla trota), alghe, mais tostato, formaggio, rocoto (pepperone piccante), cotica e salsiccia, sempre di maiale, e si accompagna con abbondante birra o con chicha (si pronuncia come se fosse scritto “cicia”), una sorta di birra casareccia, di origini remotissime, prodotta dalle donne andine con il malto del mais giallo. Cenni storici sul Corpus Christi di Cusco
Questa ricorrenza religiosa e' ovviamente di origine spagnola,di Siviglia in particolare; dato che gli invasori di Cusco erano quasi tutti andalusi. Il Corpus Christi e' il giorno durante il quale i cattolici celebrano la presenza reale del Cristo nel sacramento dell'Eucarestia, e fu imposto quasi in giustapposizione alla festa indigena dell'Inti Raymi.
Durante l'epoca imperiale, si racconta anche che in giugno, prima della Festa del Sole, l'Inca faceva sfilare i corpi mummificati dei suoi antenati, rendendo omaggio alla loro memoria e l'imperatore stesso chiudeva la processione simboleggiando cosi'la continuita'e la forza del Tawantinsuyo.
Mentre l'impero incaico era attraversato da un profondo movimento di fervore civile e di entusiasmo, nella lontana Europa del tredicesimo secolo si delineava invece una grave crisi spirituale. I valori della Cristianita' correvano il rischio di impallidire e di crollare sotto il peso dell'incredulita', del dubbio , o peggio, dell'influenza del paganesimo. Fu una umile monaca francese, testimone, secondo la tradizione, di una misteriosa apparizione soprannaturale, a dare impulso alla riattivazione della pratica dei sacramenti e per la prima volta, nel 1247, si celebro' il Corpus Chrusti, risvegliando cosi'il fervore religioso dei cristiani.
Inizialmente si organizzarono celebrazioni semplici e austere in Germania, Francia e Italia e piu' tardi, con la Riforma Protestante, la solennita' del Corpus Christi assunse un significato di aperta polemica e di censura rispetto ai scissionisti del Nordeuropa.
I missionari spagnoli poi non tardarono molto a manipolare le credenze indigene rimpiazzando le mummie incas con i santi e con il Cristo, rappresentato nell'Ostia consacrata.
La Carrozza
Durante l'anno 1726, il vescovo di Cusco fece costruire a sue spese un sontuosissimo carro di legno pregiato tutto ricoperto d'argento. Tale carro era sormontato da colonne che sostenevano una grande cupola a forma di tazza al rovescio, tutta circondata da angioletti che tra le mani tenevano racini d'uva, naturalmente d'argento massiccio . Sopra uno degli archi del carro era presente un simbolo molto emblematico: un pellicano di notevoli dimensioni in atteggiamento di squarciarsi il petto con il becco e due altri piccoli pellicani in procinto di beccargli la ferita. Vicino a questa immagine si leggeva una scritta impressa in lettere d'oro: “Sacro pellicano. Una goccia del tuo sangue innocente salvera' il mondo delinquente”.
Il carro era montato su quattro ruote, nascoste sotto un drappo di velluto rosso ricamato con filo d'oro e d'argento e riparati sotto il drappo vari giovani lo sospingevano con grande fatica e sacrificio